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Il 10 luglio 1976 l’area di Seveso e di alcuni comuni vicini fu contaminata da una nube tossica contenente elevate quantità di diossina sprigionatasi in seguito ad un incidente verificatosi presso gli impianti chimici della società elvetica ICMESA. Un numero consistente di abitanti venne evacuato. Proprio in conseguenza di tale evento, al nome di Seveso è legata la Direttiva europea 96/82/CE, che impone il censimento di tutti i siti industriali ad alto rischio, Direttiva recepita in Italia con il DPR 175/88. Successivamente, sempre dalla Comunità Europea, venne emanata la cosiddetta Direttiva Seveso II (96/82) recepita in Italia con il D. Lgs. 334/99. Dopo l’incidente di una fabbrica di fertilizzanti a Tolosa e lo scoppio di un’azienda di materiale pirotecnico in Olanda si è vista l’esigenza di attuare delle modifiche alla Seveso II con la direttiva CEE 105/2003, meglio conosciuta come Seveso III, recepita in Italia con il D.Lgs. 238/05. Sulla base dei quantitativi di sostanze pericolose detenute in Azienda, il datore di lavoro è soggetto a diversi obblighi:

COME POSSIAMO AIUTARVI?

Verifica degli adempimenti, Analisi di Rischio e Rapporto di Sicurezza, Notifica e Scheda Informativa, Sistema di Gestione della Sicurezza, Modifiche di uno stabilimento, Piano di Emergenza Interno, Piano di Emergenza Esterno e ERIR, Assistenza Istruttoria.

ANALISI DI RISCHIO E RAPPORTO DI SICUREZZA

Abbiamo una pluriennale esperienza nell’effettuazione di Analisi di Rischio e preparazione dei Rapporti di Sicurezza per Aziende a rischio di incidenti rilevanti. Ogni studio è comprensivo di:

ANALISI STORICA

Identificazione delle ipotesi incidentali mediante metodi deduttivi (HAZOP, what-if, checklist)

Valutazione della probabilità di accadimento degli scenari incidentali (Fault Tree Analysis)

Valutazione degli effetti degli scenari credibili (dsipersione di vapori/gas tossici, irraggiamento da incendio, sovrappressione da esplosione)
L’analisi incidentale storica si propone di esaminare l’esperienza incidentale, che la storia dell’industria rende disponibile, per produrre liste di incidenti già verificatisi per ogni tipologia impiantistica. L’effettuazione di un’analisi storica approfondita diventa un momento fondamentale per la conoscenza e la gestione in sicurezza degli impianti nell’interesse generale dell’azienda e della popolazione.
Tale indagine storica è stata condotta sulla base dell’esperienza personale del valutatore e attingendo:

  • a fonti e banche dati specializzate nell’informazione storica (MHIDAS in particolare) di eventi incidentali in depositi e impianti dell’industria chimica;
  • all’elenco degli eventi incidentali e dei quasi incidenti storicamente occorsi all’interno dell’azienda.

HAZOP E WHAT-IF

La realizzazione e l’esercizio delle installazioni di tipo chimico sono di norma preceduti ed accompagnati da un esame dei problemi connessi alla sicurezza, ai rischi potenziali ed alle conseguenze di eventuali incidenti. Uno degli obiettivi fondamentali dell’analisi della sicurezza del processo è la definizione dei limiti e degli intervalli delle diverse variabili operative e dei parametri del processo entro i quali si può lavorare in sicurezza.

Tra gli studi di operabilità che vengono utilizzati per l’identificazione dei rischi potenziali, la tecnica HAZOP (Hazard and Operability Study), applica in modo sistematico e secondo una procedura codificata i concetti sopra esposti alle varie parti dell’installazione oggetto dello studio. Con questa tecnica vengono evidenziate le possibili deviazioni dalle condizioni di esercizio e le relative conseguenze ai fini della sicurezza e vengono definiti i mezzi per rilevare e correggere le deviazioni stesse. Chilworth dispone del software PHA-Pro 7 (DNV) uno strumento molto utile e versatile per la valutazione dei rischi che include le seguenti metodologie:

  • HAZOP
  • What-if
  • Checklist
  • FMEA (Failure Mode and Effects Analysis)

FAULT TREE ANALYSIS

Una volta individuate le ipotesi incidentali viene valutata la probabilità di accadimento, sulla base di vari elementi quali la frequenza delle cause iniziatrici, l’analisi di affidabilità, il confronto dei risultati con l’esperienza di esercizio dell’impianto, la verifica delle procedure, la valutazione dell’errore umano, della manutenzione e dell’adozione di misure impiantistiche e/o procedurali volte a diminuire tale probabilità.

A tale scopo utilizziamo lo schema logico deduttivo denominato albero dei guasti.Questa tecnica ha come scopo l’esame delle cause che possono provocare una determinata conseguenza. Si tratta di un diagramma conseguenze/cause che parte dalla conseguenza (top event) e individua gli eventi primari che portano a tale conseguenza. L’albero dei guasti traccia in sostanza il percorso a ritroso dell’evento indesiderato, fino alle sue radici causali. Per la risoluzione logica e probabilistica degli alberi di guasto disponiamo del software ASTRA-FTA (JRC- European Commision).

EFFETTI

Il Decreto Legislativo 334/99 definisce “incidente rilevante”, un evento quale un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande entità, dovuto a sviluppi incontrollati che si verificano durante l’attività di uno stabilimento rientrante nel campo di applicazione dello stesso decreto, e che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento, e in cui intervengano una o più sostanze pericolose (Art.3 Definizioni – D.Lgs. 334/99).

Il rischio di incidente rilevante contemplato dalla normativa italiana è dunque quello derivante dalla presenza, in deposito o in processo, di sostanze pericolose in quantità significative, intendendo per sostanze pericolose:

  • sostanze tossiche, ovvero l’insieme dei composti chimici che provocano effetti avversi all’organismo umano se inalati, ingeriti o assorbiti per via cutanea
  • sostanze infiammabili, ossia quelle sostanze che possono liberare grandi quantità di energia termica
  • sostanze esplosive/comburenti, cioè quelle capaci di liberare quantitativi ingenti di energia dinamica
  • sostanze pericolose per l’ambiente, ovvero l’insieme dei composti chimici che provocano effetti avversi sull’ambiente terrestre o acquatico

Le sorgenti di incidente rilevante sono legate a tre fenomenologie salienti:

  • la dispersione di gas/vapori in atmosfera
  • esplosioni
  • gli incendi

I modelli utilizzati da Chilworth sono contenuti nel software EFFECTS 8-TNO, sviluppato sulla base del YELLOW BOOK e del GREEN BOOK del Technical Netherlands Organization.

ASSISTENZA ISTRUTTORIA

I nostri tecnici possono assistervi durante le visite degli Enti di controllo nel vostro stabilimento per la fase istruttoria prevista dall’art. 21 del D.Lgs. 334/99.

MODIFICHE DI UNO STABILIMENTO

Vi possiamo aiutare negli adempimenti previsti dall’art. 10 del D.Lgs. 334/99 come previsto dal D.M. 09/08/2008 (“Individuazione delle modificazioni di impianti e di depositi, di processi industriali, della natura o dei quantitativi di sostanze pericolose che potrebbero costituire aggravio del preesistente livello di rischio”).

NOTIFICA E SCHEDA INFORMATIVA

Le valutazione effettuate nell’analisi di rischio vengono utilizzate per la preparazione della notifica (art. 6) e della Scheda Informativa (Allegato V).

PIANO DI EMERGENZA ESTERNO E ERIR

Forniamo assistenza per la preparazione delle informazione da fornire agli enti competenti per la predisposizione del Piano di Emergenza Esterno come previsto dall’art. 20 del D.Lgs. 334/99 e delle informazioni previste dal Decreto 09/05/2001 (“Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante”) per la preparazione dell’elaborato tecnico "Rischio di Incidenti Rilevanti" (RIR).

PIANO DI EMERGENZA INTERNO (PEI)

Forniamo assistenza per la preparazione del Piano di Emergenza Interno come previsto dall’art. 11 del D.Lgs. 334/99.

SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA

Vi possiamo aiutare nella predisposizione del documento politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, come previsto dall’art. 7 del d.Lgs. 334/99 e del sistema di gestione della sicurezza secondo le linee guida di cui al D.M. 9/8/2000 (“Linee Guida per l’attuazione del sistema di Gestione della Sicurezza”).

VERIFICA DEGLI ADEMPIMENTI

Art. 5.2

  • Individuare i rischi di incidente rilevante;
  • Integrare il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) di cui al D.Lgs.81/08;
  • Provvedere all’informazione, formazione e addestramento come previsto dal D.M.16/03/98.

Art.6

  • Trasmettere la notifica, con le modalità dell’autocertificazione, a: Min. Amb., Regione, Provincia, Comune, Prefetto e CTR;
  • Trasmettere la Scheda di Informazione di cui all’allegato V a: Min. Amb., Regione, Sindaco e Prefetto;
  • Redigere e riesaminare ogni 2 anni il documento di Politica di prevenzione degli incidenti rilevanti di cui all’articolo 7;
  • Attuare il SGS (Sistema di Gestione della Sicurezza) di cui allo stesso documento.

Art.8

  • Trasmettere il RdS (Rapporto di sicurezza) all’autorità competente ;
  • Riesaminare il rapporto di sicurezza: a) ogni 5 anni; b) ad ogni modifica che costituisca aggravio del preesistente livello di rischio; c) ogni volta che intervengano nuove conoscenze tecniche in materia di sicurezza;
  • Predisporre il Piano di Emergenza Interno;
  • Trasmettere al Prefetto e alla Provincia le informazioni per la stesura del Piano di Emergenza Esterno.